Lega Invalidi O.N.L.U.S.

Campobasso: garbuglio per 70mila euro

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Protezione civile, assunti come disabili senza i requisiti: multati i direttori per 70mila euro
L’Ispettorato del lavoro di Campobasso ha sanzionato gli ultimi cinque direttori dell’Agenzia (Giuseppe Giarrusso, Alberta De Lisio, Riccardo Tamburro, Emidio Mastronardi e Sandra Scarlatelli) per gli omessi adempimenti assuntivi dal "concorsone" del 2012 ad oggi previsti dalla legge sulle categorie protette. L’indagine della Squadra Mobile ha evidenziato la presenza di soggetti che avevano autocertificato la loro invalidità pur non avendo tutti i requisiti. Solo l’ultima arrivata negli uffici di via Sant’Antonio Abate, Sandra Scarlatelli, ha "depennato" dall’elenco degli ammessi 4 persone su 15 e ora sta avviando le procedure per le nuove assunzioni.
 

Dipendenti pubblici e permessi: riviste le limitazioni

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Il Ministero per la Funzione Pubblica ha emanato una nuova Circolare (n. 8 del 5 settembre scorso) in cui precisa e rivede  alcune indicazioni già fornite con la precedente Circolare n. 7.
La Circolare 8/2008, che interessa i soli dipendenti delle pubbliche amministrazioni, affronta nuovamente quelle novità normative introdotte dal Decreto Legge 112/2008, disposizioni approvate con l’intento di contenere fenomeni di assenteismo o presunti tali.

 

Pensioni d'invalidità: nuove modalità d'attribuzione.

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Emendamento del Governo sulla Manovra Correttiva. In Commissione Bilancio del Senato è stato presentato dall’Onorevole Azzollini, presidente della Commissione e relatore di Maggioranza, l’emendamento del Governo all’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010 (Manovra). L’articolo riguarda la “Riduzione della spesa in materia di invalidità”. Come si ricorderà, il testo originario prevede, fra le altre disposizioni, un intervento sull’assegno mensile di assistenza che è attualmente riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99% di invalidità accertata), di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età.
 

Delucidazioni sul collocamento mirato: la Legge 68/99

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IL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO MIRATO DEI DISABILI (L. 68/99)

La disciplina di legge impone coattivamente al datore di lavoro di assumere persone disabili per una certa percentuale dei lavoratori in forza, con la finalità di garantire il diritto al lavoro anche nei confronti di coloro che a causa del proprio handicap potrebbero essere esclusi dal mercato del lavoro.
La legge 12-3-1999, n. 68, andando oltre il puro e semplice obbligo di assunzione imposto al datore di lavoro, ha affermato il principio del collocamento mirato: si tratta di una disciplina che mira a valorizzare le residue capacità lavorative del disabile e a collocarlo nell’occupazione a lui più idonea e, al contempo, più proficua dell’impresa.
I soggetti che possono usufruire del sistema delineato dalla legge sono (art. 1 L. 68/99):

  1. Le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e i portatori di handicap intellettivo, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dalle competenti commissioni mediche istituite presso le Aziende Sanitarie;
  2. Le persone invalide per cause di lavoro con un grado d’invalidità superiore al 33%, accertata dall’INAIL;
  3. Le persone non vedenti o sordomute;
  4. Le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria (secondo le tabelle annesse al Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra).

 

Permessi lavorativi: modificato l'articolo 33 della Legge 104/1992

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Aggiornamento: il 31 marzo 2010 il Presidente della Repubblica ha rinviato alle Camere il testo del "Collegato Lavoro" per un riesame su alcuni aspetti relativi al diritto del lavoro. Pertanto fino alla nuova approvazione e alla definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Disegno di Legge di cui si parla in questo articolo non è vigente e le nuove indicazioni relative ai permessi lavorativi non sono applicabili.

 

Agevolazioni auto: nuova Circolare dell'Agenzia delle entrate

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Le agevolazioni fiscali sui veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità, sono state oggetto di una disciplina normativa discontinua e disomogenea che ha generato non poche difficoltà applicative.
I benefici consistono nell'applicazione dell'IVA agevolata al momento dell'acquisto, la detrazione del 19% della spesa in sede di denuncia dei redditi, l'esenzione dal pagamento del bollo auto e dalle imposte di trascrizione.

 

Circolare INPS: verifiche sulle invalidità

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Il Decreto Legge 78/2010 (Manovra) non è ancora stato convertito in legge, ma già l’INPS si organizza per attuare il nuovo Piano straordinario di verifiche sulle invalidità civili che prevede controlli su 100.000 posizioni nel 2010, e altre 400.000 nei due anni successivi. Per le verifiche del 2010 INPS ha speditamente fissato le regole nella propria Circolare 76 del 22 giugno 2010. Le indicazioni dell’Istituto, a firma Nori, riservano qualche sorpresa e perplessità vieppiù se messe in relazione con le innumerevoli dichiarazioni di queste settimane a proposito di “falsi invalidi”.


Innanzitutto il campione delle persone interessate dalle future verifiche è stato estrapolato dal casellario dell’INPS su dati inseriti fino al primo gennaio 2010. La verifica – stabilisce l’INPS - non riguarda tutti gli invalidi e ciechi civili, o sordi, ma solo alcuni di essi. Il campione, infatti, è stato estratto su: i titolari di indennità di accompagnamento (ciechi e invalidi) e di comunicazione ma solo di età compresa fra i 18 e i 67 anni di età compiuti [così nel testo, Ndr]; i titolari di assegno mensile di assistenza (invalidi parziali) ma solo di età compresa fra i 40 e i 60 anni di età. Inoltre, il campione è stato estratto solo su chi percepisce assegni o indennità da prima del 1 aprile 2007, cioè dalla data in cui la gestione amministrativa è passata completamente a INPS. Le verifiche non riguardano, quindi, né i minori, né i gli anziani oltre i 67 anni di età (cioè la fascia più ampia dei percettori di indennità di accompagnamento), né gli invalidi al 100% che ricevono la sola pensione di invalidità. Sono, inoltre, esclusi dai controlli – e questo non per scelta dell’INPS ma per imposizione di legge – le persone affette da gravi menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti (decreto interministeriale 2 agosto 2007), ai quali è già stata riconosciuta quella condizione. Sono, infine, esclusi dagli accertamenti gli anziani (over 65) invalidi che percepiscono l’assegno o la pensione sociale. A tutta prima, il campione selezionato non sembra affatto mirato a voler “ripulire” nel complesso l’enfatizzato fenomeno delle “frodi in materia di invalidità civile”. Il procedimento di verifica Cambiano radicalmente, rispetto al Piano di verifiche del 2009, le modalità con le quali vengono effettuati i nuovi controlli. La nuova logica è più rapida ed agevole per l’INPS, ma certamente di minore garanzia per il Cittadino. L’INPS richiederà alle Aziende Usl (ed ASP) l’invio dei fascicoli sanitari relativi alle persone selezionate per la verifica. Contestualmente invia ai soggetti selezionati per la verifica una lettera raccomandata con invito a far pervenire, entro 15 giorni dalla data di ricezione, al Centro Medico-Legale INPS, la documentazione posseduta, utile per una preventiva valutazione dello stato invalidante in essere. Dubbi di liceità: Questa doppia richiesta solleva qualche perplessità. Al momento dell’accertamento degli stati invalidanti, il Cittadino – da decenni ormai – ha l’obbligo di presentare la propria documentazione sanitaria alla Azienda Usl di competenza. Quest’ultima, anche in forza dell’articolo 22 del Codice della privacy (D. Lgs. 196/2003), ha l’obbligo di conservare rigorosamente i dati personali in particolare se “sensibili” cioè se riguardano la salute. Le Aziende Usl che non applicano quella disposizione commettono un reato (penale, quindi). Eppure, stando alla Relazione Annuale INPS 2010, nel corso delle verifiche del 2009 soltanto il 9% dei fascicoli richiesti sono stati inviati dalle. È singolare che in nessun caso, anche nel rispetto del Codice sulla privacy, non siano stati predisposti accertamenti giudiziari per rilevare ipotesi di reato, né avviate da parte di INPS specifiche segnalazioni al Garante della Privacy o alla stessa autorità giudiziaria. Verosimilmente è per questo motivo che l’INPS – visto che dalle ASL riesce a ricevere ben pochi fascicoli – li richiede, in modo perentorio, al Cittadino. Sembra dimenticare l’INPS un altro principio, sancito dal Legislatore (Legge 291/1990) e, ripetutamente, dalla giurisprudenza: i dati già in possesso della Pubblica amministrazione non possono essere nuovamente richiesti al Cittadino per altri procedimenti. La definizione dei controlli: Nel caso in cui il Cittadino, entro 15 giorni, non invii la documentazione richeista o questa sia insufficiente (lo decide sempre l’INPS), riceve una convocazione a visita. Se invece la documentazione viene ritenuta sufficiente per poter effettuare una valutazione sugli atti (cioè in base alle sole certificazioni, referti, cartelle cliniche), l’INPS si riserva diverse possibilità. La prima è di confermare la prestazione erogata. La seconda di applicare quanto previsto dal DM 2 agosto 2007, cioè di riconoscere che si tratta di una patologia grave stabilizzata o ingravescente ed escludere la persona da ulteriori verifiche. E infine la terza ipotesi è quella della rettifica dei precedenti verbali di invalidità precedente e, quindi, di revocare la pensione, l’indennità o l’assegno. L’istituto della rettifica - già previsto per le malattie professionali e le invalidità per lavoro – è stato esteso anche per le prestazioni di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap, disabilità e alle prestazioni di invalidità a carattere previdenziale (cioè le pensioni di invalidità concessa in costanza di attività lavorativa) dal secondo comma dell’articolo 10 del Decreto legge 78/2010 (Manovra). Consente, appunto di rettificare, in qualunque momento, le prestazioni erogate, in caso di errore commesso in sede di attribuzione, concessione o erogazione. L’INPS applica nel senso più estensivo questa nuova possibilità, riservandosi la rettifica anche solo sulla base della documentazione presentata, senza procedere a nessuna visita e valutazione oggettiva della persona. Chi effettua le valutazioni? Le valutazioni non vengono effettuate dalla “solita” Commissione di verifica, quella cioè integrata con i medici delle Associazioni di categorie e omogenea alla Commissione ASL. La permanenza del possesso dei requisiti sanitari, in questo caso, viene accertata dalla Commissione Commissione medica è composta da soli due medici individuati dall’INPS competente territorialmente. Visite domiciliari L’impossibilità di recarsi a visita ambulatoriale presso il Centro Medico legale INPS per sottoporsi alla verifica sarà giustificata unicamente nel caso di impedimento fisico, perché il soggetto si trova in condizione di intrasportabilità o perchè in regime di ricovero. Nel primo caso il soggetto dovrà far pervenire la richiesta di visita domiciliare, con certificazione medica adeguatamente motivata. Nel secondo caso si dovrà inviare una certificazione rilasciata dalla relativa Direzione sanitaria, accompagnata da richiesta di visita presso la struttura stessa. L’INPS ricorda il disposto dell'articolo 10 del recente Decreto legge 78/2010 che rafforza quanto già previsto in materia di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (articolo 479 del Codice Penale) ed estende alcune norme già vigenti in materia di false attestazioni o certificazioni. Informazioni dettagliate sono disponibili nella Circolare INPS 76/2010.

Fonte: www.handylex.org

 


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