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Riforma Fornero: fase due

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Come la nuova disciplina andrà a pieno regime.

Calo del numero di assegni liquidati e aumento dell’età media di pensionamento. Questo il quadro che emerge dai dati diffusi dall’Inps relativi al primo semestre 2012. Dati che, tuttavia, non mostrano ancora gli effetti della Riforma Fornero, la quale inizierà a dare risultati a partire dal 2013, ma che sono la conseguenza sia della Riforma Sacconi introdotta nel 2009 che delle Riforma Tremonti del 2010. Vediamo qualche numero. Innanzitutto, il numero degli assegni pensionistici liquidati è passato da 159.485 a 84.537 rispetto al 2011, registrando una contrazione del 46,99%. Riduzione dovuta soprattutto al fatto che i lavoratori autonomi, nonostante abbiano maturato i requisiti nel 2011, hanno dovuto attendere altri 18 mesi per il pensionamento. In secondo luogo, se l’anno scorso nel medesimo periodo l’età media di accesso alla pensione nel settore privato era di 60,4 anni, nel 2012 tale valore è aumentato a 61,3 anni. Stessi risultati, ma più marcati, sono emersi per i lavoratori autonomi per i quali l’età media per la pensione di vecchiaia è passata da 63,3 a 68,4 anni.
“La riforma Fornero – ha commentato il presidente Inps, Antonio Mastrapasqua – ha proseguito sulla linea di Sacconi e Tremonti velocizzando la transizione. Tutte le riforme hanno funzionato. È stato messo in sicurezza il sistema previdenziale. È un segnale di stabilità del Paese”.

In attesa che la Riforma Fornero dia i suoi frutti in termini di numero di assegni erogati e di età media di pensionamento, occorre rendere operativa la fase due: quella della diffusione di una cultura previdenziale che permetta al cittadino di costruirsi il proprio percorso pensionistico. Lo stesso decreto “Salva Italia” (art. 24, comma 29) attribuisce al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il compito di elaborare “annualmente, insieme agli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria, un programma coordinato di iniziative di informazione e di educazione previdenziale”. L’obiettivo, come si legge nel citato comma, è di “diffondere la consapevolezza, in particolare nelle giovani generazioni, della necessità dell’accantonamento di risorse a fini previdenziali”. Ciò riconduce alla questione della cosiddetta “busta arancione” e della necessità di garantire un’informazione adeguata in materia anche, e soprattutto, da parte dell’Inps attraverso i vari servizi offerti al pubblico.

 

Redazione Global Publishers

 
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