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Spese: i costi dei parlamentari

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Negli ultimi tempi stiamo vedendo l’assidua lotta per arrivare al “capezzale” parlamentare, o meglio, all’apice del potere. Ne stiamo sentendo di cotte e di crude, chi promette una nuova politica di austerity, chi una nuova riforma del lavoro, chi una nuova introduzione nel mondo del lavoro ma, nessuno parla di quanto effettivamente costi lo “sperpero pubblico”.

Abbiamo deciso di fare una piccola analisi sui costi della politica, ed ecco i risultati ottenuti (o almeno quelli pubblicizzati):

 

Camera dei Deputati: 630 membri che deturpano le casse comuni di € 11.888.257,50 MENSILI.

 

 

STIPENDIO

 

DIARIA

RIMBORSO SPESE MANDATO

SPESE TELEFONICHE

SPESE TRASPORTO E VIAGGIO*

TOTALE MENSILE NETTO

€ 5.246,54

€ 5.000 NETTI

€ 3.503,11

€ 3.609,00

€ 3.098,74

DA € 3.323,70

A € 3.995,10

€ 18.870,25

A DEPUTATO

* Indicheremo nel totale il valore medio di € 3.659,40

** Fonte: www.camera.it

 

Senato della Repubblica: 315 membri che deturpano le casse comuni di € 5.334.600,60 MENSILI.

STIPENDIO

 

DIARIA

RIMBORSO SPESE MANDATO

RIMBORSO

SPESE

GENERALI

SPESE TRASPORTO

E VIAGGIO**

 

INDENNITA’

TOTALE

MENSILE NETTO

€ 6.539,53

€ 5.035,84 NETTI*

€ 3.500,00

€ 2.090,00

€ 1.650,00

DA € 3.323,70

A € 3.995,10

€ 1.000

€ 16.935,24

A SENATORE

* Importo di retribuzione pari a quello dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate

** Indicheremo nel totale il valore medio di € 3.659,40

*** Fonte: www.senato.it

 

TOTALE COMPLESSIVO MENSILE (Senato della Repubblica + Camera Deputati)

€ 17.222.858,10

Logicamente, in tali importi non abbiamo considerato in entrambi i casi, gli assegni di solidarietà di fine mandato che ammontano all’80% dello stipendio; e le agevolazioni sui pedaggi.

Non dimentichiamoci che in tali importi non sono incluse le “nuove spese” delle quali, ne siamo venuti a conoscenza solo in questi giorni, inerenti ai brogli elettorali. Citando solo alcuni casi, vogliamo ricordarci dello scandalo del capogruppo consiliare Pdl al Pirellone, Valentini con oltre 180mila euro di spese illecite fra il 2008 e il 2012; oppure, il caso Nicole Minetti, contestatele 27mila euro di spese dal 2010, soprattutto in cene anche da 800 euro (Fonte: quotidiano Repubblica).

Gli italiani? Sono coloro i quali “aiutano” l’Italia degli sperperi politici proprio perché sono coloro i quali pagano solo tasse e nessuna agevolazione sostanziale. Insomma, da Roma e Regioni, dovranno pur recuperare i soldi! Difatti, ecco che le nostre spese sono nuovamente aggravate mediante il semplice cambio della dicitura:

  1. Dall’ICI, che prevedeva l’ESENZIONE della prima casa, si passa all’IMU che abbuona solo 200€;
  2. Dalla prima TARSU poi TIA, si passa alla TARES che è aggravata rispetto alle precedenti;
  3. IVA, che dal 20%, passa al 21% per poi, essere aggravata al Luglio 2013 al 22%;
  4. Aumento delle accise, causa d’incremento sia delle utenze, sia dei carburanti.

Ai soliti quesiti, sentiamo le classiche risposte, è l’Europa che lo impone; è il valore dei titoli di stato; è il mercato! Allo stesso tempo, non si sono posti il problema di guardarsi intorno e domandarsi “Ma se l’Italiano non lavora, dove prende gli introiti per pagare tasse, tributi e aggravi?” Ah! Non dimentichiamoci, caso avverso, ci pensa Equitalia!

 
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