Una coppia costretta a lasciare la casa assegnatali nel 2009 e pagare gli affitti arretrati con tanto di interessi

Era il 2009 quando Graziella Boggi e Giacomo Pitter sembravano aver trovato, finalmente, casa.
Dopo anni di soluzioni temporanee e raffazzonate – come abitare per mesi in un box arredato – la coppia presenta i requisiti per partecipare a un programma di reinserimento sociale, che consegna loro le chiavi di un appartamento a Lainate.
Peccato che, poco dopo, il progetto di solidarietà de “La Cordata” fallisca e i due si ritrovino sul groppone migliaia di euro di debiti, ma soprattutto senza un tetto sulla testa. Il Tribunale di Milano ha infatti disposto che la coppia abbandoni l’abitazione, provveda al pagamento delle spese processuali e versi gli affitti arretrati, con tanto di interessi. Il danno e la beffa.

“Non usciremo da questa casa, dovranno buttarci fuori con la forza. Non siamo entrati in questa casa occupandola, siamo arrivati qui nell’ambito del progetto che si è chiuso non per colpa nostra”. È il loro sfogo disperato raccolto da Il Giorno. Lei, 60 anni, è invalida all’80%, mentre lui è un quarantenne disoccupato. Da anni sono rimpallati dai servizi sociali e dalle amministrazioni locali, incapaci di dare loro un nido fisso a causa della mancanza di fondi. E oggi la pagina nera: l’avviso di sfratto. Secondo il Tribunale occupano l’appartamento senza averne alcun diritto. Le ragioni di Graziella, al momento, non le ascolta nessuno: “Una vita così fragile come la mia, attaccata alla medicine, e la speranza a un certo punto ti finisce sotto i tacchi. Non sono nata con la camicia, ho sempre dovuto lottare per vivere e ora non voglio finire in una casa di cura, a 60 anni rivoglio la mia dignità”.

 

 

Fonte: www.ilgiornale.it

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