Lega Invalidi O.N.L.U.S.

Addio Equitalia, arriva Equientrate: cambiare tutto per lasciare tutto come prima

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Al via la "costituzione" della nuova agenzia di riscossione: EQUIENTRATE!

Addio Equitalia, arriva Equientrate: cambiare tutto per lasciare tutto come prima :: Blog su Today

Cambiare tutto per lasciare tutto come prima recita la massima più famosa de Il gattopardo di Tommasi di Lampedusa, ambientato non a caso in Italia, dove infatti quella massima sembra essere il criterio guida dello Stato. Scomparsa Equitalia, la riscossione delle cartelle esattoriali che svolgeva verrà incorporata all’interno dell’Agenzia delle Entrate. Ma qualcosa cambierà davvero?

Equitalia scompare di fatto solo come nome, arriva Equientrate che svolgerà le stesse funzioni, semplicemente come organo dell’Agenzia delle Entrare e non più come ente distinto da quella.

Con Equientrate potrebbe essere soppresso l’aggio di riscossione, cioè l’importo aggiuntivo a carico del contribuente che finora copriva il costo di riscossione da parte di Equitalia. Le cartelle esattoriali gestite dal nuovo organismo infatti comprenderebbero esclusivamente l’importo mai versato, la relativa sanzione e gli interessi.

 

Parere dell'economista Albert Edwards sull'uscita di Italia e Francia dalla U.E. (effetti post Brexit).

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Così l’Italia uscirà dall’Euro”. L’economista spaventa l’Ue

Albert Edwards

Mentre il FMI si ‘smarca’ sempre più dalla trojka e, rivedendo al ribasso le stime di crescita, indica come possibile la fine dell’Eurozona dopo la Brexit, a rincarare la dose ci pensa il board di Societè Generale, la settimana banca dell’Eurozona per capitalizzazione, che vede sempre più vicina l’uscita di Italia e Francia ed il conseguente collasso del progetto europeo.
Nella sua ultima nota agli investitori, lo strategist Albert Edwards ci ha descritto come l’anello debole della catena sia economica sia politica dell’area euro. “Ritengo che sia solo una questione di tempo prima che il progetto dell’Eurozona finisca in frantumi – ha detto Edwards -. Chiaramente il referendum sulla Brexit non ha aiutato. Per me i problemi sono, nell’ordine, l’Italia e la Francia. Perché? Là la gente è insoddisfatta e le economie sono too-big-to-fail. Il popolo non è per nulla contento di quello che ha avuto dal progetto dell’area euro in termini di occupazione e crescita economica”.
Secondo lo strategist di Societè Generale, il punto dolente e l’impossibilità di crescita di alcune economie, in primis la nostra, che “molto semplicemente non riesce a raggiungere una crescita all’interno dell’area euro e probabilmente mai lo ci riuscirà. E per questo motivo – spiega Edwards – dopo la prossima recessione la maggioranza dei cittadini italiani dirà basta all’esperimento dell’area euro e voterà per chi è a favore di un’uscita graduale dall’area euro o comunque da una ridefinizione dei trattati. Non ci saranno nemmeno negoziati come nel caso della Grecia con la Germania”.
L’economia in Italia è così debole, secondo lo strategist, che “finirà per ricadere in una fase di recessione, che a sua volta alimenterà il malcontento per la classe politica e aiuterà i movimenti come il M5S”. Gli italiani seguiranno l’esempio del Regno Unito e sceglieranno di lasciare l’Ue. Chiaramente questo scatenerà un effetto domino nel continente europeo e porterà al declino e poi alla caduta dell’Unione Europea come la conosciamo oggi.

 

Fonte: www.quifinanza.it

 

Consiglio di Stato su Isee: le pensioni di invalidità non fanno reddito

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Sentenze del Consiglio di Stato sull’ISEE: un quadro riassuntivo

Il 29 febbraio 2016 la Sezione IV del Consiglio di Stato ha depositato tre sentenze (n. 838, 841, 842) pronunciandosi sul ricorso in opposizione ad altrettanti pronunciamenti emessi dal TAR Lazio il 21 febbraio 2015 (n. 2454/2015, 2458/2015 e 2459/2015).

La norma impugnata era allora il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159/2013 e cioè il Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

Le sentenze del TAR Lazio, come si ricorderà, avevano respinto molti elementi sollevati dai ricorrenti, ma avevano invece accolto due contestazioni centrali nell’impianto di calcolo dell’Indicatore della Situazione Reddituale, cioè di una delle due componenti dell’ISEE (l’altra è quella patrimoniale). I tre dispositivi TAR, letti in modo combinato, stabilivano:

  • di escludere dal computo dell’Indicatore della Situazione Reddituale i “trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche” (art. 4, comma 2 lettera f); ciò significa tutte le pensioni, assegni, indennità per minorazioni civili, assegni sociali, indennità per invalidità sul lavoro, assegni di cura, contributi vita indipendente ecc.);

  • di annullare il DPCM 159/2013 nella parte in cui prevede un incremento delle franchigie per i soli minorenni (art. 4, lettera d, n. 1, 2, 3).

 

Permessi legge 104/92. Si esprime la Cassazione.

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Licenziato chi usa alcune ore per fini personali

Licenziamento valido nei confronti di chi, beneficiario dei permessi della legge 104, impiega metà giornata per assistere il familiare portatore di handicap e l’altra metà, invece, per scopi personali. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].
Anche dopo la riforma del 2010 [2], il lavoratore dipendente può chiedere i permessi retribuiti, come previsti dalla legge 104 del 1992, solo a condizione che presti assistenza continuativa ed esclusiva ad un familiare disabile. Egli deve utilizzare tutto il giorno per sopperire alle esigenze del familiare bisognoso, non potendo invece adempiere, nello stesso tempo, anche solo in minima parte, ad necessità proprie.

 

Corte Ue: "Le ferie vanno sempre pagate anche se non godute”

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Le ferie non godute devono essere sempre pagate, anche se a licenziarsi è il lavoratore. Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea, pronunciandosi su una causa sollevata da un cittadino austriaco e destinata a diventare un precedente giurisprudenziale da applicare in casi analoghi in tutto il territorio dell’Ue.
“La circostanza che un lavoratore ponga fine, di sua iniziativa, al proprio rapporto di lavoro – si legge nella sentenza – non ha nessuna incidenza sul suo diritto a percepire, se del caso, un’indennità finanziaria per le ferie annuali retribuite di cui non ha potuto usufruire prima della cessazione del rapporto di lavoro”.

IL CASO – E' stato portato davanti agli eurogiudici dall’austriaco Hans Maschek, dipendente pubblico della città di Vienna, che non ha potuto godersi le ferie a causa di una malattia nel periodo precedente all’accoglimento della sua domanda di pensionamento.

 

Pensioni, ipotesi uscita anticipata anche per gli statali

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Per i dipendenti pubblici l'Ape (Anticipo Pensionistico), la nuova pensione anticipata che dovrebbe partire con la prossima legge di stabilità, resta al momento solo un'ipotesi.

La pensione anticipata potrebbe essere prevista anche per gli statali. E’ una delle ipotesi sul tavolo della trattativa governo-sindacati che, come scrive Il Sole 24 Ore, ha parecchie possibilità di essere inserita nel piano flessibilità definitivo.
Dopo aver definito i dettagli dell’istituto (63 anni e 11 mesi, 20 anni di contributi, anticipo di massimo 3 anni dalla pensione, assegno non inferiore a 1,5 volte quello sociale, applicazione di penalizzazioni graduate in base all’ammontare della futura pensione ed applicata solo alla quota calcolata con il sistema retributivo), il governo potrebbe estendere il beneficio anche ai dipendenti pubblici.

 

Canone Rai, cosa fare se non hai il televisore

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Un paio di settimane fa mi sono recato all’Agenzia delle Entrate di Torino, da anni luogo deputato a cui fare richiesta dell’esonero e del rimborso per il canone Rai. Da tredici anni vivo senza televisore e visto che la nuova normativa prevede che il canone di 100 euro venga inserito in bolletta, per regolarizzare la mia posizione devo procedere a comunicare la non detenzione del televisore agli organi deputati. Già, ma quali sono gli organi deputati?
Come dicevo una quindicina di giorni fa mi sono recato nella sede dell’Agenzia delle Entrate dove un usciere mi ha suggerito di andare alla sede Rai di via Cavalli 6. Meglio ancora, mi sono detto, andando direttamente alla Rai sarà tutto più facile. La sede dell’Agenzia delle Entrate e quella dello sportello della Rai distano poche centinaia di metri. Qualche minuto dopo ero dentro al front office. Due le persone allo sportello. Parlo con una delle impiegate. Questo il dialogo:

 


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